Oleoliti: cosa sono e come si preparano

Gli oleoliti sono oli vegetali in cui vengono fatte macerare a caldo o a freddo delle parti di vegetali. Gli oleoliti permettono l`estrazione di principi attivi lipofili dai vegetali. Lipofilo significa che la sostanza e` in grado di miscelarsi in grassi, idrofilo invece di miscelarsi in acqua. Questo significa che usando un olio le sostanze che estraiamo sono lipofile, e quindi prima di buttare a caso una pianta nell`olio dobbiamo sapere se le sostanze che ci interessano sono lipofile o no: se non lo sono, fare l`oleolito sara` inutile.
L`oleolito di edera per esempio e` molto gettonato in rete ma ha un effetto nullo perché le sostanze estraibili dall`edera ed utili ad esempio in caso di cellulite sono idrofile e non lipofile.
Gli oleoliti non vanno confusi con gli oli essenziali, che sono un` altra cosa.

Quali sono le erbe da cui possiamo estrarre sostanze attive tramite oleolito? Le migliori sono lavanda (fiori freschi o secchi), calendula (fiori secchi) e camomilla (fiori secchi). Si possono anche fare ad esempio oleolito di rosmarino, di timo, di salvia, di iperico ed artiglio del diavolo, ma i più efficaci sono quelli di lavanda, camomilla e calendula. 

Per fare un olio profumato si può fare ad esempio un oleolito di vaniglia. Gli oleoliti profumati per profumare devono essere realizzati con piante fresche e profumate.

La proporzione degli oleoliti e` 1 di vegetale e 2 di olio. 
L`uso degli oleoliti e` solamente esterno, sulla pelle umida per evitare di seccarla.
Gli oli migliori per fare oleoliti sono oli non comedogeni, inodori e resistenti all`irrancidimento: olio di riso e olio di jojoba sono i migliori perché hanno tutte queste caratteristiche.

La preparazione tradizionale prevede la macerazione della parte vegetale in olio a freddo ed e` la migliore. Il metodo a caldo necessita di più attenzione e diminuisce la durata del prodotto finito. 
Il metodo a freddo consiste nel coprire di olio le parti vegetali in un contenitore di vetro scuro.  Pressiamo bene il tutto verso il fondo del contenitore, non devono restare fiori fuori dall`olio. Chiudiamo bene il barattolo, che andremo a mettere in una stanza buia (ad esempio in uno sgabuzzino oppure in un armadio). Lasciamolo cosi` per una ventina di giorni, andando di tanto in tanto a scuoterlo. Passati i 20 giorni filtriamo in un bottiglino pressando bene i fiori. Lasciamo riposare per un giorno, filtriamo di nuovo.

Il metodo a caldo, che personalmente sconsiglio, prevede di mettere le parti vegetali in un contenitore e di ricoprirli di olio mettendo poi sul fuoco a bagnomaria. Quando la temperatura raggiunge i 50 gradi C (usiamo un termometro da cucina per misurare la temperatura) lasciamo in infusione per l`intera nottata. A questo punto l`oleolito e` pronto per essere filtrato con una garza o con un filtro a maglia stretta, pressando bene i fiori per far si che il nostro oleolito sia ricco dei loro principi attivi. Filtriamo dunque in un bottiglino di vetro scuro e lasciamo riposare un giorno, poi filtriamo di nuovo. 
Attenzione: con questo metodo dobbiamo usare oli che non siano termolabili (clicca qui) e non usare vegetali i cui principi attivi sono facilmente degradabili con il calore.

L`uso degli oleoliti e` semplice, si applica un cucchiaino di prodotto o più sulla zona da trattare e massaggiare per facilitarne l`assorbimento.

Se vogliamo arricchire il prodotto con oli essenziali teniamo conto che in genere la percentuale degli oli essenziali e` dell` 1% quindi in 500 ml di oleolito useremo 5 ml di olio essenziale e su 1 l di oleolito useremo 10 ml di olio essenziale (e cosi via).

Per consultare una tabella utile sugli oleoliti clicca qui.
Per scoprire come trasformare gli oleoliti in unguenti clicca qui.


Silvia

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